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Essere artisti oggi - Nutrirsi d'arte, vivere per l'arte

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Pubblicato da in I miei pensieri ·

Essere artisti oggi - Nutrirsi d'arte

Francos:      Ho voglia di scrivere, raccontare, riflettere insieme a voi, sul significato di arte, quella vera, che noi tutti, giovani o vecchi pittori, noti o meno noti, ci aiuti a capire, per poter rispondere a noi stessi sui mille quesiti riguardo al vero concetto di arte, cosa significa?  Mi ritengo di essere un'artista oppure no? Le risposte dobbiamo trovarle in noi stessi, studiando gli artisti del passato, la loro vita e le loro frustrazioni materiali e non, del mestiere dell'artista.  Artisti che credevano in loro stessi, che hanno lottato, patito la fame, subito ogni  forma di umiliazione, eppure, oggi , sono universalmente riconosciuti, artefici della nostra storia, una bella storia, senza la quale,  non sarei qui a scrivere e soprattutto non sarei il pittore che sono, mestiere che ormai mi accompagna da oltre trent'anni, ma ancora oggi l'interrogativo è lo stesso, sono degno dei maestri del passato oppure no?  La storia ci insegna e ci illumina e da le risposte ai nostri interrogativi.  Le opinioni espresse dagli artisti sulle loro opere sono più importanti del giudizio diretto di chi le osserva?  Il legame fra un'opera d'arte e il suo creatore rimane fondamentalmente improntato al mistero. La rappresentazione di un'opera, il suo significato, la sua comunicazione appartiene solo all'artista creatore, conoscerlo a fondo significa dare le giuste risposte su ciò che l'artista stesso ci vuole comunicare.

Oggi l'arte del dipingere è come la musica, c'è chi la compone e chi semplicemente la suona, non basta  dipingere soltanto, essere la copia di qualcosa già visto, bisogna comunicare trasmettere le nostre sensazioni ed esprimerci senza timore alcuno e se siamo artisti veri, la nostra stessa mano ci guiderà.  Quello che voglio condividere con voi è la storia autentica di alcuni maestri del passato, attraverso i loro scritti e testimonianze, affinchè aiutino i giovani artisti di oggi, come aiutarono me, ad intraprendere l'affascinante mondo del mestiere di pittore e poi come si usa dire "ai posteri ardua sentenza" come lo è stato per molti in passato.

Ogni  testimonianza riportata può essere oggetto di riflessione e discussione.




"Francos, Omaggio a Monet"

Iniziamo con tre lettere di Claude Monet:

Claude Monet a Georges de Bellio  ( marzo 1879 )
                                           (….) Sono nauseato e scoraggiato per la vita che conduco da tanto tempo. Quando alla mia età si arriva a questo punto, non c'è più speranza. Disgraziati siamo, disgraziati rimarremmo:

Ogni giorno porta le sue pene e ogni giorno nascono difficoltà da cui non ci libereremo mai. Così rinuncio a lottare e a sperare di riuscire e in queste condizioni non ho più la forza di lavorare……….

Claude Monet a Georges de Bellio   ( agosto 1879  )

                                       Da tanto tempo spero in giorni migliori, ma oggi, ahimè, temo di dover rinunciare a ogni speranza.  La mia povera moglie soffre sempre di più, credo sia impossibile essere più deboli. Non solo non ha più la forza di stare in piedi o di fare un passo, ma non riesce più nemmeno a tenere giù il cibo, pur avendo appetito. Bisogna stare continuamente al suo capezzale a spiare i minimi desideri, nella speranza di alleviare le sue sofferenze; quel che è triste, è che non possiamo sempre soddisfare questi desideri passeggeri per mancanza di denaro. Da un mese non posso più dipingere per mancanza di colori: ma questo è niente; per il momento ciò che mi spaventa è di veder compromessa la vita di mia moglie ed è così penoso vederla soffrire tanto, senza poter lenire le sue sofferenze. Ma ciò che vi chiedo, di grazia, caro signor de Bellio, è di venirci in aiuto di tasca vostra: siamo totalmente privi di mezzi; in rue Vintimille ci sono delle tele; prendetene per la somma che vorrete; ma vi prego, non restate sordo al mio appello e venitemi in aiuto, e mandatemi quel che potrete; in questo momento due o trecento franchi ci tirerebbero fuori dai guai e ci libererebbero dalle preoccupazioni; con cento franchi in più potrei procurarmi le tele e i colori che mi mancano per lavorare. Insomma fate quello che potete, ho dato ordine al portinaio di aprirvi; guardate le mie tele e prendetene per la somma che vorrete.

Claude Monet a Georges de Bellio  ( settembre 1879 )

                                   La mia povera moglie è morta questa mattina alle dieci e mezzo dopo aver sofferto terribilmente. Sono costernato di trovarmi solo coi miei poveri bambini.

Vi chiedo ancora un altro piacere, di far ritirare dal monte di pietà il medaglione di cui allego la polizza. E' il solo ricordo che mia moglie aveva potuto conservare e vorrei poterglielo mettere al collo prima che se ne vada.

Mi potete fare questo piacere mandando qualcuno domattina, appena ricevuta la mia lettera, all'ufficio principale di rue des Blanc-Manteaux prima delle due? Potreste spedirmelo per posta; in questo modo lo riceverò prima della chiusura della bara.

Spero di ricevere due righe da voi domattina in risposta alla mia ultima lettera  (…..)

( PS. Quando Monet scriveva queste lettere aveva 39 anni )





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